Dal 24 maggio cambia la formazione sulla sicurezza
Il 24 maggio 2026 rappresenta una data importante per tutte le aziende, perché da quel momento diventeranno operative le indicazioni del nuovo Accordo Stato-Regioni, già entrate in vigore dal 24/05/2025. L’Accordo ridefinisce in modo significativo l’organizzazione della formazione sulla sicurezza sul lavoro, aggiornando i percorsi formativi, rafforzando il collegamento tra formazione e comportamenti operativi e introducendo anche nuovi obblighi.
Il nuovo Accordo introduce una serie di cambiamenti strutturali che incidono direttamente sulla progettazione e sulla gestione della formazione aziendale.
Tra questi riteniamo di fondamentale importanza porre l’accento sui seguenti punti:
- maggiore integrazione tra formazione e DVR, con contenuti costruiti sui rischi reali presenti in azienda da aggiornare ogni volta che cambiano processi o attrezzature;
- l’obbligo di formazione del preposto passa da 8 a 12 h con frequenza di aggiornamento biennale e non più quinquennale;
- maggiore attenzione alla pratica, con simulazioni, esercitazioni e prove operative che permettono di verificare abilità reali e non solo conoscenze teoriche;
- documentazione più rigorosa, per tracciare presenze, verifiche, attività pratiche e garantire la piena dimostrabilità della formazione svolta;
- nuove indicazioni per l’organizzazione dei corsi: dalla fase preventiva di progettazione fino a quella finale di monitoraggio dell’efficacia nel tempo.
In aggiunta a questi cambiamenti strutturali, emerge un principio che diventa esplicito e non più interpretabile: i lavoratori devono essere formati prima di essere adibiti alla mansione. Questo significa che la formazione non può più essere programmata “a posteriori” o rimandata: deve precedere l’assegnazione delle attività, garantendo che ogni persona entri in azienda già consapevole dei rischi, delle procedure e dei comportamenti attesi.
Si tratta di un obbligo già previsto dal quadro normativo, ma che oggi viene ribadito con chiarezza, eliminando qualsiasi possibile lettura flessibile o ipotesi di “periodo di adeguamento” operativo.
L’azienda deve quindi assicurare che la formazione sia completa, tracciata e verificabile prima dell’inizio dell’attività, rendendo questo passaggio un requisito imprescindibile dell’organizzazione del lavoro.
Unica eccezione ammessa è nel settore turismo-ristorazione in cui è ammesso un periodo di 30 giorni per concludere la formazione.
Questa evoluzione richiede alle aziende di programmare con attenzione gli interventi formativi, valutando le scadenze, i nuovi contenuti e le responsabilità organizzative che derivano dall’Accordo.
Corso per datori di lavoro: la sicurezza entra nella leadership aziendale
Una delle novità più rilevanti, riguarda l’introduzione di un percorso formativo specifico per i datori di lavoro, che vengono coinvolti in modo più diretto nella gestione della sicurezza. Il nuovo Accordo Stato-Regioni rafforza infatti il ruolo del datore di lavoro come figura centrale nella promozione della cultura della prevenzione, collegando la formazione alle responsabilità organizzative e decisionali.
Il percorso formativo dedicato ai datori di lavoro prevede una durata uniforme di 16 ore, indipendentemente dal settore produttivo, articolata in moduli che approfondiscono la valutazione dei rischi, l’organizzazione delle misure di prevenzione, la gestione delle emergenze e la comunicazione interna. Sono inoltre previsti moduli integrativi per le aziende che operano sui cantieri, da attivare qualora l’analisi dei rischi aziendali evidenzi esigenze specifiche o ambiti che richiedono approfondimenti ulteriori. È previsto anche un aggiornamento quinquennale, con durata minima definita dall’Accordo, per mantenere le competenze allineate all’evoluzione normativa e organizzativa.
Questo impianto formativo fa sì che la sicurezza entri in modo strutturato nelle scelte gestionali, nella pianificazione delle attività, nell’organizzazione del lavoro e nella definizione delle priorità operative. La formazione diventa quindi uno strumento strategico per sviluppare consapevolezza, capacità di valutazione dei rischi e competenze nella gestione della prevenzione.
Corso per preposti: un ruolo sempre più operativo
Il nuovo Accordo conferma l’importanza dei preposti, che diventano sempre più protagonisti nella gestione quotidiana della sicurezza. La formazione viene orientata alla capacità di osservare i comportamenti, intervenire tempestivamente, comunicare con i collaboratori e supportare l’applicazione delle procedure operative. Il preposto viene quindi valorizzato come figura chiave nel collegamento tra organizzazione e operatività, con un percorso formativo che punta a sviluppare competenze comunicative, capacità di gestione delle situazioni critiche e attenzione ai comportamenti a rischio.
Il nuovo Accordo Stato-Regioni interviene anche sulla struttura della formazione dei preposti, introducendo modifiche sostanziali. Il corso base passa da 8 a 12 ore e può essere svolto solo in presenza o in videoconferenza sincrona, escludendo definitivamente l’e‑learning, proprio per garantire un confronto diretto e una maggiore qualità dell’apprendimento. Anche l’aggiornamento viene ripensato: diventa biennale, con una durata di 6 ore, superando la precedente periodicità quinquennale e rafforzando l’idea di un ruolo che richiede un presidio costante delle competenze.
Per accompagnare il passaggio al nuovo sistema, l’Accordo prevede una fase transitoria: chi ha svolto formazione o aggiornamento prima del 24 maggio 2023 dovrà completare il nuovo aggiornamento entro il 24 maggio 2026, così da riallineare tutte le figure aziendali ai nuovi standard formativi.
Corsi attrezzature: aggiornamenti e maggiore uniformità
Un altro elemento centrale riguarda i corsi per l’utilizzo delle attrezzature di lavoro, che vengono armonizzati e aggiornati per garantire una maggiore coerenza tra formazione teorica e pratica. Il nuovo Accordo introduce indicazioni più strutturate sui contenuti, sulle modalità di verifica e sulle competenze operative da sviluppare, così da assicurare che l’abilitazione rispecchi davvero le caratteristiche delle macchine utilizzate. Per le aziende questo significa pianificare con maggiore attenzione i percorsi formativi, monitorando scadenze e aggiornamenti delle abilitazioni, per garantire continuità operativa e piena conformità normativa e assicurare che gli operatori siano formati in modo specifico sulle attrezzature che utilizzano quotidianamente.
Un aspetto particolarmente rilevante è la formalizzazione di attrezzature che, pur essendo ormai diffuse nei cantieri, nei frutteti e nelle attività di manutenzione, non erano ancora coperte da percorsi formativi uniformi. Negli ultimi anni molte macchine “speciali” erano state gestite con corsi ad hoc, spesso diversi da regione a regione o da ente a ente, generando incertezza per aziende e operatori.
Il nuovo Accordo Stato-Regioni supera questa frammentazione introducendo indicazioni chiare anche per attrezzature come i caricatori per la movimentazione di materiali (CMM), i carriponte, i sollevatori telescopici con accessori particolari, le macchine per la raccolta della frutta e le macchine compatte utilizzate nella manutenzione del verde o in spazi ristretti. Per queste categorie vengono ora definiti contenuti minimi, durata, prove pratiche e criteri di valutazione, con l’obiettivo di garantire standard omogenei e competenze realmente adeguate alle caratteristiche operative dei mezzi.
Monitoraggio dell’efficacia formativa: la formazione diventa processo continuo
Tra gli aspetti più innovativi del nuovo Accordo emerge il tema del monitoraggio dell’efficacia formativa, collegato alla capacità della formazione di tradursi in comportamenti sicuri e in miglioramenti nel tempo. La progettazione dei percorsi deve quindi prevedere obiettivi chiari, risultati attesi e strumenti che permettano di verificare se le competenze acquisite vengono realmente applicate nei contesti di lavoro.
L’Accordo sottolinea che l’efficacia non si misura solo attraverso test finali di apprendimento, ma tramite strumenti concreti di osservazione e verifica postuma alla formazione, come:
- check list comportamentali
- feedback dei preposti
- analisi degli eventi, degli infortuni e dei near miss
- indicatori di miglioramento
- momenti strutturati di confronto con i lavoratori.
Questi elementi diventano parte integrante del processo formativo e permettono di valutare nel tempo l’impatto reale delle attività svolte.
Questo approccio sposta la formazione oltre l’aula, integrandola nei processi aziendali e trasformandola in un percorso continuo di miglioramento. Datori di lavoro, preposti e responsabili della sicurezza sono chiamati a osservare i comportamenti, individuare eventuali criticità e intervenire tempestivamente per consolidare le competenze, rendendo la formazione un elemento vivo e dinamico della gestione della sicurezza.
Programmare oggi per essere pronti domani
Con l’avvicinarsi della scadenza del 24 maggio 2026 diventa fondamentale per le aziende iniziare a programmare i percorsi formativi: analizzare i ruoli coinvolti, verificare le necessità di aggiornamento e pianificare interventi coerenti con il nuovo Accordo Stato-Regioni.
Questo passaggio rappresenta anche un’opportunità per rafforzare la cultura della sicurezza e, quindi, trasformare la formazione in uno strumento capace di incidere realmente sull’organizzazione del lavoro e sui comportamenti delle persone.
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